Perché recensiamo i libri?

Leggendo diverse recensioni su libri di vario genere, ho capito che forse recensire libri è inutile e contraddittorio.

giuseppe-colarusso-11

Il fatto stesso di dare un feedback oggettivo a qualcosa che per sua natura è prettamente soggettivo non mi convince più. Anche se stiamo a discutere che Guerra e pace è un capolavoro indiscusso, una pietra miliare nella letteratura di tutti i tempi, da un momento all’altro può arrivare qualcuno e dire che è troppo lungo – come dargli torto? – e quindi estenuante. Io posso venerare libri come Cuore di tenebra o Il processo e sentirmi dire che sono noiosi o senza senso. E io non potrei assolutamente biasimarlo.

Se questo vale per i libri che mi piacciono, lo stesso è per quelli che non mi piacciono. Credo che il libro che mi abbia lasciato dentro meno di tutti gli altri sia Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, di Robert Pirsig; l’unica cosa che ho apprezzato è il coraggio dell’autore. Per questo l’ho commentato positivamente in passato, ma ho fatto una fatica assurda a finirlo. Molti mi daranno del blasfemo per questo, hanno ragione anche loro.

E lo stesso vale per tutti i libri che non leggerò. Dan Brown è un autore di bestseller che non ho mai letto, mentre quasi tutte le persone (lettori) che conosco ne hanno letto qualcosa. Chi più chi meno lo ha giudicato positivamente. Io non voglio leggerlo perché non voglio. Questione di “pelle”, di istinto, e non perché voglio fare l’anticonformista – penso che l’anticonformista attuale sia solo un sottoprodotto del sistema, che spara a zero su un mercato per alimentarne un altro. Un po’ come gli “unconventional” hipster. Adesso ce n’è un esercito in giro, mentre prima solo 2-3. Sarà che gli altri si sono conformati?

Essere oggettivi nei confronti di un libro è inconsapevolmente embrione di propaganda commerciale; non lo facciamo apposta, ma lo stiamo sponsorizzando; cerchiamo di venderlo, ma io non me ne faccio una colpa. Sono già colpevole di molte cose a questo mondo: non ho messo la bandiera francese nel mio profilo facebook per gli attentati, non ho messo quella della Siria per i bombardamenti, né quella del gay pride con tutti i colori dell’arcobaleno. Non ho scritto citazioni profettizzanti, non critico Renzi, non critico Salvini ecc. ecc.

Ah, ho dimenticato la colpa più grande: non critico chi fa critica su chi dà giudizi e posta selfie.

Ognuno di noi nella propria testa ha ragione. Quindi recensire libri è utile.

Annunci