Lavoro, progetti, vita… e il blog?

Bisogna leggere e scrivere tanto,

dice l’arte dello scrittore, ma io ultimamente mi sono un po’ perso. Non che io non sappia dove sia, perché lo so perfettamente, ma i binari dei treni in corsa prendono strani percorsi; percorsi che credevi non dover più ripercorrere, ma sui quali ti ritrovi cavalcandoli come in trance psicofisica. Ti senti sprofondato piacevolmente in un mondo a te ignoto, ma la cui nube va sempre più aprendosi e nella quale entri a capofitto. Solo per curiosità.

Ma la scrittura è un’altra cosa.

Chi scrive non attraversa nessuna nube, anzi, sono le proprie nubi di idee ad attraversarlo in modo forte e tagliente. L’unica porta che attraversa è quella verso sé stesso, perché è solo attraverso di sé che la nube viene filtrata e ridotta a pura creatività. Da questo momento il fuoco diventa storie, avventure, personaggi, intrighi, informazioni… cultura. E a questo non c’è prezzo.

Ma la scrittura toglie spazio ad altra scrittura.

I progetti sono come le lucertole; queste possono stare ferme al sole per lungo tempo, per poi scattare all’improvviso. Possono fingere di essere morte e amputare parti del loro corpo. I progetti sono così, non avulsi dalla vita perché essi stessi sono la vita. E la vita è caotica e in evoluzione irregolare. Credo ci sia poco da capire nell’era del multitasking: bisogna essere multiwriting, ma non è così semplice. Ma ci sto provando. E non abbandono il mio blog; non si abbandona la nave. E poi il mare in tempesta piace sempre.

Spero che quello che sto per realizzare – e non sono solo – mi porti in alto a danzare con le stelle,  citando Boston George. E’ iniziato il cammino.

Queste righe, più che un articolo o un post, mi sembrano il frammento di un diario di bordo, di qualcuno che vuol comunicare che va tutto bene, anche se non c’è nessuno a ricevere il messaggio . Un colpo battuto dall’altra parte.

Solo un’occhiata per sapere come state, ma sono sicuro che state bene.

 

Annunci